Specialista in Angiologia Medica - Esami Doppler - Ecografie Vascolari
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MALATTIA ATEROSCLEROTICA DEI TRONCHI SOPRAORTICI
La patologia aterosclerotica in genere è una malattie vascolari arteriose, è ubiquitaria e colpisce indifferentemente i vari distretti arteriosi periferici e viscerali. Il nostro organismo dispone di quattro vasi principali che partendo all’arco dell’aorta irrorano il cervello e i distretti extracranici.

carotide

Distinguiamo due carotidi comuni, una per lato, che decorrono nel collo e che circa un centimetro sotto l’angolo mandibolare si biforcano in una carotide interna che porta sangue al cervello e una carotide esterna che con in suoi numerosi rami distribuisce sangue arterioso al volto e a tutte le strutture extracerebrali.

Posteriormente nel canale vertebrale decorrono le arterie vertebrali che riforniscono principalmente il bulbo cerebrale, il cervelletto e le strutture posteriori del cervello.
Le arterie carotidi interne e le arterie vertebrali sono messe in comunicazione all’interno del cranio da una struttura detta poligono del Willis importante in quanto in alcuni casi può determinare un circolo collaterale di supplenza efficace in caso di ostruzione di uno dei rami affluenti che può preservare il paziente da danni neurologici.

Il circolo cerebrale ha la capacità di mantenere costante il flusso sanguigno in maniera relativamente indipendente dal valore della pressione arteriosa entro valori compresi tra 60 e 220 mmhg circa.
Questa capacità dipende da svariati fattori meccanici, neurogeni e biochimici e privilegia il tessuto cerebrale rispetto agli altri distretti circolatori del corpo umano.
Questa capacità viene meno se il tessuto cerebrale è sottoposto ad un insulto ischemico o trombotico o emorragico peggiorandone quindi le conseguenze.

L’ictus ischemico rappresenta circa  l’80% del totale e quello emorragico il 20%. Tra le cause di ictus ischemico o di TIA (attacchi ischemici transitori con sintomi reversibili entro breve tempo da pochi minuti a massimo sei ore) le principali sono da ricercare nella patologia aterosclerotica delle arterie carotidi e vertebrali e nella patologia cardiaca (fibrillazione atriale e complicanza possibile dell’infarto miocardico).

Le placche ateromatose causano fenomeni ischemici sia riducendo il flusso arterioso quando raggiungono percentuali di ostruzione elevate (oltre il 75% del lume vasale) sia tramite il fenomeno dell’embolia quando parti della placca si distaccano e vanno in circolo fino ad ostruire vasi periferici della circolazione cerebrale.

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