Specialista in Angiologia Medica - Esami Doppler - Ecografie Vascolari
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L' Aneurisma dell'Aorta Addominale fà parte delle malattie vascolari arteriose. Con il termine “aneurisma” intendiamo la dilatazione patologica di un vaso arterioso o venoso.
L’aorta è il vaso sanguigno che, partendo dal ventricolo sinistro del cuore, porta il sangue arterioso a tutto il corpo identificandosi con il nome di arco aortico nel tratto iniziale, aorta toracica nel successivo ed infine aorta addominale nell’ultimo tratto che va dall’uscita dal diaframma fino alla biforcazione in due arterie iliache.
Nel tratto addominale i diametri del vaso vanno circa da 1,5 centimetri a 2,2 - 2,4 centimetri.

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Si parla di ectasia quando il diametro del vaso è compreso entro i 3 centimetri, mentre parliamo di aneurisma per diametri oltre i 3 centimetri. L’incidenza della malattia è aumentata nell’ultimo trentennio perché con il diffondersi dell’ecografia addominale come mezzo diagnostico per le più svariate patologie sono stati riscontrati molti aneurismi altrimenti asintomatici e si è progressivamente diffusa tra i medici soprattutto angiologi la convinzione di sottoporre i propri pazienti ad un esame ecografico di screening per valutare l’aorta addominale in genere entro il sessantesimo anno di età e se presenti fattori di rischio.
La massima incidenza si ha intorno ai 70 anni ed è valutata intorno 4 - 6 % la prevalenza della malattia tra i soggetti maschi di 60 anni con un rapporto maschi femmina di 4-1 circa.
La causa principale che determina l’aneurisma dell’aorta addominale e l’aterosclerosi; una percentuale modesta è dovuta a malattie infiammatorie della parete arteriosa, ad infezioni micotiche e a fattori traumatici.
Il processo aterosclerotico tende ad indebolire la parete arteriosa e ciò in associazione con le elevate pressioni di parete cui è sottoposto il vaso e allo stress di parete determinato dalla sua pulsatilità, favorisce la progressiva perdita di elasticità e la successiva dilatazione.
A ciò si deve aggiungere che la parete arteriosa è irrorata da piccoli vasi, i vasa vasorum e nel caso dell’aorta addominale essendo la sua parete assai spessa in presenza di degenerazione aterosclerotica non riescono a nutrirla correttamente e la parete va in ischemia diminuendo ulteriormente la sua resistenza.

CHI DEVE SOTTOPORSI ALL'ESAME
Le persone fumatrici, affette da patologia aterosclerotica cardiovascolare e ipertese sono da considerare a rischio relativo, soprattutto dopo i 50 anni e se c’è storia familiare di patologia aneurismatica dell’aorta addominale.  Per tali soggetti è consigliabile un controllo ecocolordoppler dell’aorta addominale che, se negativo, non è necessario ripetere a breve scadenza.
Se invece si riscontra una dilatazione si programmeranno controlli con periodicità variabile in base al diametro riscontrato del vaso. 
Nel caso di aneurismi al di sotto dei 5 centimetri di diametro la prevenzione secondaria prevede il controllo attento della pressione arteriosa e di altre patologie eventualmente presenti come il diabete, l’astensione dal fumo e controlli ecografici periodici stabiliti in base al tipo e alla dilatazione del vaso presente. 

CHIRURGIA
Se si superano i 5,5 centimetri è opportuna una valutazione chirurgica poiché oltre tale misura in rischio di rottura aumenta considerevolmente. E’ fondamentale la prevenzione ed eventualmente un intervento chirurgico di elezione poiché in caso di rottura l’emorragia interna conseguente è rapidamente fatale e tra coloro che riescono ad arrivare in sala operatoria la mortalità supera il 50%.
La correzione chirurgica prevede l’intervento tradizionale di sostituzione del vaso dilatato con protesi sintetiche  oppure se le condizioni del vaso lo permettono, l’endoprotesi, cioè un rivestimento della parete dall’interno del vaso che esclude la parte dilatata e ripristina un normale diametro del lume.
Quest’ultimo intervento comporta uno stress operatorio minore una degenza più breve e un’anestesia meno impegnativa, inoltre non comporta l’apertura chirurgica dell’addome essendo l’endoprotesi introdotta tramite un acceso inguinale.

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