Specialista in Angiologia Medica - Esami Doppler - Ecografie Vascolari
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Il quadro clinico della trombosi venosa è determinato dall’ostruzione del lume venoso da parte da un aggregato di eritrociti intrappolato in un reticolo di fibrina (trombo rosso) che può interessare le vene superficiali, determinando la trombosi venosa superficiale o tromboflebite o le vene profonde determinando in tal caso la trombosi venosa profonda.

trombosi venosa profonda
La trombosi venosa profonda è una patologia con un’incidenza non trascurabile (1.6 casi/1000 abitanti) le cui conseguenze possibili ( embolia polmonare e/o sindrome post trombotica) possono risultare fatali o fortemente invalidanti.  La classica triade di Virchow (ipercoagulabilità, stasi, infiammazione) racchiude i principali fattori coinvolti nella genesi del processo trombotico. A questi fattori devono aggiungersi le trombofilie ereditarie, patologie caratterizzate da alterazioni genetiche di uno o più fattori interessati al processo di coagulazione del sangue. Particolarmente significative sono le alterazioni che coinvolgono il fattore V° di Leiden e il fattore II°.
Tra le situazioni cliniche che presentano rischi di sviluppare una trombosi venosa rientrano gli interventi chirurgici, particolarmente quelli ortopedici agli arti inferiori, e addomino pelvici, i traumi, la presenza di neoplasie maligne, l’obesità e le situazioni di ipomobilità del paziente le collagenopatie.
 
SINTOMATOLOGIA
La sintomatologia  può essere minima o completamente assente se si sviluppa un circolo collaterale di compenso efficace; nella maggior parte dei casi avviene un edema dell’arto inferiore che sarà localizzato dal ginocchio in basso nelle trombosi femorali e interesserà tutto l’arto nella trombosi alte iliaco femorali. Può esseri dolore e senso di tensione all’arto, accentuato dal cammino e posso essere presenti segni di infiammazione sistemica ( tachicardia, febbre  ).
L’esame principalmente indicato nella diagnostica strumentale della patologia è L’ecocolordoppler venoso che consente di localizzare il trombo, valutarne l’estensione la consistenza e il grado di organizzazione. Inoltre consente di monitorare nel tempo l’evoluzione della malattia durante la terapia medica.  Tra gli esami di laboratorio risulta aumentato in corso di trombosi venosa il D dimero ( prodotto di degradazione della fibrina dovuto allo scioglimento del trombo ad opera della plasmina ) ma occorre ricordare che il suo valore può elevarsi anche in altre condizioni cliniche.

TERAPIA
La terapia consiste nel bendare l’arto interessato e sottoporre il paziente a terapia anticoagulante con eparine a basso peso molecolare e successivamente anticoagulanti orali che vanno proseguiti per almeno due mesi dopo l’evento trombotico ma possono durare anche più a lungo se il quadro clinico lo richiede.  In alcuni casi con trombosi estese molto in alto sulle vene iliache può essere necessario ricoverare il paziente per poter applicare un filtro cavale, ausilio che blocca eventuali frammenti di trombo distaccati dal corpo principale evitando l’insorgere di embolie polmonari.

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