Specialista in Angiologia Medica - Esami Doppler - Ecografie Vascolari
twitter  youtube  linkedin  facebook 
Vinaora Nivo Slider 3.x

<< Torna alla pagina precedente

 

I Linfedemi Secondari possono essere classificati in :

1)    LINFEDEMI PER OSTRUZIONE DELLE  VIE LINFATICHE
L’ostruzione delle vie linfatiche può essere esogena  ( compressione estrinseca per neoplasia, cisti fibrosi tissutale ) o endogena ( per la presenza di un parassita, la filaria, nelle  vie linfatiche ).

2)    LINFEDEMI PER DISTRUZIONE DEI COLLETTORI E DEI GANGLI LINFATICI
In questa seconda categoria distinguiamo linfedemi post chirurgici in cui la distruzione dei collettori e gangli linfatici può essere involontaria oppure fatta apposta negli svuotamenti linfonodali in chirurgia oncologica. In questo secondo caso la possibilità di un linfedema post operatorio è aumentata da un’eventuale radioterapia postoperatoria. Abbiamo poi linfedemi post traumatici che possono essere conseguenza, anche se poco frequente, di frattura scomposte prevalentemente degli arti inferiori.

 

linfedema-arti-superiori-braccia

LINFEDEMA DELL’ARTO SUPERIORE POST MASTECTOMIA
Il linfedema dell’arto  superiore post mastectomia rappresenta una complicanza postoperatoria che incide per circa il 20% dei casi e la probabilità di questa complicanza è tanto maggiore quanto più sono coinvolti i linfonodi ascellari nella neoplasia.  L’edema del braccio può comparie nell’immedito post operatorio ( edema acuto ) e di solito tende a risolversi rapidamente con la risoluzione dello stato infiammatorio post operatorio e la terapia riabilitativa precocemente iniziata.  Il linfedema del braccio può comparire a distanza variabile dall’intervento; il compenzo del drenaggio linfatico che l’organismo mette in atto è spesso precario e può venir meno se compare una condizione infiammatoria o traumatica anche di modesta entità. In questi casi ledeam può risolversi con opportue terapie fisiche e compressive ma ogni recidiva tende a farlo peggiorare fino a che può diventare stabile e peggiorare per ogni minima alterazione. In questo caso avviene un’organizzazione fibrosa dell’edema che lo rende irreversibile. Lo stato di edema cronico può comportare complicazioni come formazione di verruche, ipercheratosi e fistole cutanee spesso presenti presso la mano , da cui la linfa fuoriesce all’esterno, e che tendono alla cronicizzazione.

 

linfedema-piedi-gambe

LINFEDEMA DELL’ARTO INFERIORE DA NEOPLASIA
Le neoplasie principalmente responsabili di questa patologia sono a carico dell’utero nella donna,  della vescica e della prostata nell’uomo, poi i linfomi, i melanomi degli arti inferiori e neoplasie addominali infiltranti le  catene linfonodali.  Il linfedema è dovuto al blocco del deflusso linfatico per invasione metastatica dei linfonodi, o per compressione ed infiltrazione neoplastica delle vie linfatiche pelviche ed addominali; può anche essere conseguenza di interventi chirurgici e/o radioterapia.  L’edema dell’arto può presentarsi precocemente in concomitanza con l’atto chirurgico o con il trattamento radioterapico oppure può presentarsi a distanza di mesi o anche anni dall’insorgere della patologia neoplastica. In quest’ultimo caso deve essere sempre presa in considerazione la possibilità di una recidiva della neoplasia. Caratteristicamente l’edema inizia dalla radice della coscia e tende a scendere successivamente; spesso è bilaterale con prevalenza di un lato.   

LINFEDEMA POSTOPERATORIO
Può essere un’evenienza rara dopo stripping della grande safena, slogature o liposuzioni anche se in questi casi è più probabile supporre che l’atto chirurgico o il trauma abbiano slatentizzato una condizione congenita preesistente compensata. Son più frequenti le complicanze linfedematose agli arti inferiori in chirurgia vascolare, più frequente dopo chirurgia femoro poplitea rispetto a quella aorto iliaca. Si sviluppa precocemente nel postoperatorio o quando il paziente inizia a camminare e tende a regredire spontaneamente entro i sei mesi dall’intervento.  Non va confuso con un edema da trombosi venosa profonda comunque poco frequente dopo chirurgia ricostruttiva arteriosa e con l’edema meccanico da alterata filtrazione capillare cui vanno incontro i tessuti distali dell’arto sofferenti per la pregressa ischemia cronica.
Il meccanismo patogenetico è sempre l’interruzione chirurgica delle vie linfatiche durante l’intervento e la sede più frequentemente interessata è l’inguine ove si esegue un’ampia dissezione per confezionare il by-pass.

 

Richiedi la prima visita Compila il form sottostante sarai ricontattato a breve

Newsletter

Resta sempre aggiornato su notizie scientifiche, iniziative e consigli